Auto Elettrica: i nostri consigli per ricaricare da casa

Auto Elettrica: i nostri consigli per ricaricare da casa

Ricaricare la propria Auto Elettrica da casa, conviene e rimane la soluzione senz’altro più economica. La carica di un veicolo a batteria, incrementa mediamente di 1.500 kWh il consumo annuo dell’unità abitativa e l’aumento della potenza “impegnata” prevista dal contratto con il proprio fornitore di energia, non necessariamente deve essere variata. Il costo medio stimato lo scorso anno, oscillava dai 15 ai 30 centesimi per ogni kWh. Peraltro, dal 1° Luglio 2021 è possibile beneficiare dell’aumento gratuito di potenza fino a 6 kW, previsto per gli utenti in bassa tensione nelle ore notturne e nei giorni festivi, in attesa che le infrastrutture pubbliche si diffondano un po’ ovunque (sono oltre 21.000 quelle previste dal Recovery Plan).

Quali sono quindi le modalità di ricarica? In ambito residenziale, la soluzione di ricarica più comune avviene con caricatori portatili, cosiddetti di “tipo 2”, collegando a prese di corrente “Schuko” o industriali. Se, invece, si possiede una WallBox a corrente alternata, l’automobilista può usufruire della carica di “tipo 3”, in grado di fornire corrente elettrica con distribuzione monofase e trifase, utilizzando il connettore “Mennekes” di tipo 2 a sette contatti. L’installazione delle infrastrutture di ricarica, non sono sottoposte ad autorizzazione o Scia, purché non venga modificato l’impianto elettrico di origine, e che sia conforme agli standard stabiliti dalla legge ed eseguita da un installatore abilitato che rilasci opportuna certificazione di conformità.

E per quanto riguarda le aree condominiali? Ciascun condomino può dotarsi tramite il proprio box o posto auto privato di un dispositivo di ricarica. A seconda delle esigenze, il condomino, previa comunicazione all’amministratore dello stabile, può allacciare l’impianto al contatore della propria abitazione o a un nuovo contatore dedicato, se non già presente. Se, invece, l’impianto elettrico del box o posto auto viene allacciato a quello condominiale, é necessario un contabilizzatore non fiscale per quantificare l’effettiva quota di spesa da addebitare al condomino. Qualora l’installazione coinvolga le aree comuni dell’edificio, come nel caso in cui si voglia dotare di colonnina il cortile dello stabile, l’intervento deve essere sottoposto ad approvazione dell’assemblea condominiale.

Quali sono gli incentivi per installare un impianto? Ricordiamo che l’acquisto e le opere di posa delle infrastrutture di ricarica sono al momento incentivati da una detrazione fiscale del 50%, calcolabile su un importo massimo di spesa di 3.000 €uro. Tale bonus può salire fino al 110%, nel caso in cui gli interventi siano stati effettuati contestualmente a opere di efficientamento energetico.

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