Incentivi sulle Auto Usate: un grande flop che si poteva evitare?

Incentivi sulle Auto Usate: un grande flop che si poteva evitare?

È la prova che gli incentivi, di poco valore economico oppure quando arrivano nel momento sbagliato, non servono a nulla, oppure falliscono il loro obiettivo. È il caso del Bonus sulle Auto Usate, introdotto alla fine di Luglio dello scorso anno con la conversione in Legge del c.d. Decreto Sostegni bis.

Sono avanzati quasi 33 milioni e fin dall’inizio si sapeva che questa iniziativa sarebbe terminata con l’esaurimento dei fondi il 31 dicembre. Ebbene, l’ultimo giorno dell’anno risultavano ancora disponibili, nelle casse del Ministero dello Sviluppo Economico, ben 32,6 milioni di €uro. Quanti sono stati i contratti inseriti? Non si sa bene, però, ipotizzando una media di 1.000 €uro a macchina, si può stimare parzialmente che in tre mesi siano state acquistate con il Bonus appena 12-13 mila vetture su un totale di quasi 760 mila passaggi di proprietà “veri”, cioè al netto delle mini-volture, registrati dal PRA nello stesso periodo.

Quali sono stati quindi gli step e le variabili del 2021?

  1. La proposta iniziale, nella prima versione dell’emendamento con cui il Parlamento è riuscito a introdurre per la prima volta in Italia gli incentivi all’usato, era decisamente interessante, rispettivamente pari a 2.500, 3.000 e 4.500 €uro. Somme che, avrebbero aiutato concretamente chi non poteva e non può permettersi un’Autovettura nuova.
  2. Il motivo del fallimento dell’iniziativa, è legato anche al momento storico in cui è stata varata. Dall’inizio del 2021, infatti, il mercato dell’usato è caratterizzato da un crollo dell’offerta e, in molti casi, da un aumento delle quotazioni.
  3. Da sempre risaputo che, il grosso dell’usato con anzianità compresa tra 6 e 48 mesi, proviene quasi esclusivamente dalle Società di Renting, sia quelle a breve termine, che tengono in flotta una vettura per periodi compresi, in genere, tra 6 e 12 mesi, sia quelle a lungo termine, che ritirano dalle flotte aziendali vetture con anzianità compresa, nella maggior parte dei casi, tra i 24 e i 48 mesi. Con la pandemia, il noleggio a breve termine, nel settore del turismo, si è fermato, gli operatori hanno bloccato i contratti già firmati con le Case e gli acquisti programmati e, quindi, il flusso passato si è quasi completamente interrotto. Le Imprese medie e grandi, invece, hanno preferito prolungare di uno o due anni i contratti di noleggio a lungo termine. In definitiva, poche macchine e prezzi in rialzo.
  4. La difficile situazione e le incertezze sul futuro, infatti, hanno indotto i consumatori ad affrontare l’acquisto di beni, anche durevoli, con grande prudenza. Per non parlare del fatto, che dopo oltre un anno di incentivi alla rottamazione, molte delle persone sono state inclini a sfruttare questa opportunità optando per una macchina nuova, sulle quali, peraltro, i contributi dello Stato erano decisamente più sostanziosi.

E ora? Come e dove saranno destinati questi famosi 33 milioni? Continua quindi l’incertezza in questi primi mesi dell’anno, in un settore molto importante e strategico per il nostro paese.

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