Mercato dell’Auto 2022: un anno cruciale per uscire dalla crisi

Mercato dell’Auto 2022: un anno cruciale per uscire dalla crisi

Il 2022 sarà un anno decisivo per il Settore Auto: ne è convinto Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor, che nella 29° edizione della conferenza annuale, che si è tenuta a Bologna, ha sottolineato come i prossimi mesi indicheranno chiaramente se il mercato è in grado di uscire dalla crisi automobilistica.

Secondo Quagliano, nel 2022 si ipotizza un totale di circa 1,5 milioni di immatricolazioni, cifra che sarebbe di poco superiore ai 1,46 milioni previsti per quest’anno, che già rappresentano un calo del 23,8% rispetto al 2019. Sono numeri che appaiono inadeguati a sostenere una domanda di sostituzione del parco circolante. L’emergenza sanitaria ha inciso molto sulla produzione e consegne dei semiconduttori, tutti fattori che hanno indebolito l’economia automobilistica.

Luca Patanè, Presidente del Gruppo Uvet intervenuto alla conferenza stampa, ha ricordato come inizialmente si pensava che l’emergenza sanitaria sarebbe durata poco. Il prolungarsi della pandemia ha invece messo tutti con le spalle al muro, costringendo a rivedere le previsioni. Per uscire da questa situazione occorre anche la collaborazione dello Stato. Al momento non sono previsti nuovi incentivi, che avrebbero contribuito al sostegno della domanda, anche se in modo molto modesto come avvenuto nel 2021.

Il Centro Studi Promotor propone che il Governo realizzi un piano triennale per l’acquisto di nuove auto Euro 6d, con rottamazione di un mezzo di oltre dieci anni d’età e per l’acquisto, con o senza rottamazione, di auto elettriche o a basso impatto ambientale. Dopo aver dichiarato la volontà di mettere al bando, nel 2035, le vetture a combustione interna, le Istituzioni dovrebbero promuovere anche un piano organico comprendente non solo incentivi all’acquisto, ma anche stimoli allo sviluppo della rete di ricarica. Non bisogna scordare, infatti, che il comparto dell’auto significa anche centinaia di migliaia di posti di lavoro, che vanno salvaguardati.

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