Batterie al litio: un’altra spina nel fianco per le Auto Elettriche

Batterie al litio: un’altra spina nel fianco per le Auto Elettriche

Problemi di approvvigionamento delle materie prime con l’aumento anche i prezzi delle batterie, e la Cina controlla tutto il mercato mondiale. Parliamo del litio, sempre più richiesto perché essenziale per le batterie delle auto elettriche, ma le carenze di questo elemento chimico sono solo l’avanguardia di altre che si stanno evidenziando. Se ne aggiungono altre di tipo geopolitico, perché gran parte di questo approvvigionamento viene dal Paese che ambisce allo scettro della mobilità elettrica ed è la Cina. Il litio, in primis: il minerale dal quale lo si estrae, il carbonato di litio, ha visto il suo prezzo quintuplicarsi in Cina, secondo Benchmark Mineral Intelligence, rispetto ai 12 mesi precedenti. Anche i prezzi di altri materiali necessari per la costruzione delle batterie, dal nichel al cobalto, sono aumentati e potrebbero rimanere alti per molto tempo.

Non mancano le contromisure: le batterie a litio ferro-fosfato, usate per esempio da Tesla per le sue Model 3 costruite in Cina, hanno prestazioni leggermente inferiori, ma non contengono cobalto e sono anche più sicure. La scarsità preoccupa anche il fluoruro di polivinilidene (PVDF), un composto usato come legante nei catodi delle batterie al litio. Anche i separatori a umido, quei materiali che permettono il passaggio degli ioni tenendo al loro posto catodo e anodo, potrebbero essere a rischio scarsità. Nei prossimi tre anni la domanda si quadruplicherà e quindi la scarsità continuerà.

Come anticipato, la scarsità non è l’unico fattore critico per la produzione delle auto elettriche, dato che la concentrazione in Cina di molti anelli della catena di approvvigionamento è un elemento di rischio. Questo Paese ha infatti, secondo Morgan Stanley, il 75% del mercato mondiale dei separatori a umido e più della metà di quello del PVDF per batterie. Considerando in generale le lavorazioni e la raffinazione dei minerali essenziali per le batterie, Benchmark Mineral Intelligence stima che la Cina abbia una quota di mercato superiore al 60%, che sale a oltre l’80% per alcuni materiali come il cobalto e la grafite. La Cina ha inoltre una quota superiore al 60% della grafite in scaglie – usata per gli elettrodi delle batterie – estratta globalmente e aziende come Ganfeng Lithium, fornitore Tesla per composti di litio, hanno acquisito miniere al di fuori del territorio cinese. 

La Cina appare in vantaggio, secondo un articolo del Wall Street Journal, si sostiene che i costruttori avranno sempre più bisogno di integrare verticalmente la costruzione delle batterie o stabilire joint venture con chi le produce. Tesla, ad esempio, ha firmato da poco un accordo con la società estrattiva australiana Syrah Resources per garantirsi una sostanziosa fornitura di grafite, dato che sin dalla sua fondazione ha controllato strettamente la produzione delle batterie grazie ad un importante accordo con Panasonic. Anche Volkswagen ha capito l’importanza delle batterie e già nel 2019 ha stretto accordi con Ganfeng, lo stesso fornitore di Tesla. L’azienda americana è un punto di riferimento anche per i fornitori, da più di 10 anni.

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