Auto Aziendale: occhio a Multe e possibili sanzioni disciplinari

Auto Aziendale: occhio a Multe e possibili sanzioni disciplinari

Un’infrazione grave non fa male solo al portafoglio e alla patente decurtata di punti o sospesa, ma può costare il posto di lavoro, specialmente se viene commessa con un’auto aziendale. I datori di lavoro, pubblici e privati, sono molto rigidi nel disciplinare l’uso dei loro veicoli concessi ai dipendenti per esigenze lavorative o personali e diventano severi al punto di infliggere la sanzione massima, cioè il licenziamento, se emergono trasgressioni gravi, come alcune pesanti infrazioni al Codice della Strada.

Uso dell’auto aziendale: i lavoratori, per esigenze di servizio, possono essere autorizzati ad utilizzare i veicoli aziendali per i loro spostamenti. Il caso tipico è quello degli autotrasportatori e dei corrieri, ma anche dipendenti con mansioni d’ufficio possono avere in dotazione un’autovettura aziendale per promuovere contratti di vendita, svolgere missioni per conto dell’impresa o compiere attività di rappresentanza.

E la multa con l’auto aziendale? Il lavoratore che utilizza il veicolo aziendale può commettere violazioni (non gravi) per disattenzione alle comuni regole di circolazione stabilite dal Codice della Strada. Nei casi di contestazione immediata, in qualità di conducente del veicolo, egli riceverà il verbale nel momento stesso in cui l’autorità di polizia ha rilevato l’infrazione; ma con lui è obbligato in solido, per il pagamento della sanzione, anche il proprietario del mezzo, che in questo caso è il suo datore di lavoro.

Quando non è possibile la contestazione immediata, come nel caso di eccesso di velocità rilevato con apparecchiature elettroniche come gli autovelox ed i tutor, il verbale sarà notificato successivamente entro 90 giorni dalla data di accertamento, mediante lettera raccomandata o pec all’obbligato in solido. Sarà dunque il datore di lavoro a ricevere direttamente la notizia della multa e, leggendo il verbale, apprenderà qual è stata la tipologia della violazione e a quanto ammonta la sanzione irrogata.

Ma chi paga la multa? Per il pagamento della multa fatta all’auto aziendale, scatta il principio della responsabilità solidale previsto dalla Legge sulle sanzioni amministrative. Il datore di lavoro che è proprietario del veicolo, anche se si tratta di una persona giuridica (come un’impresa costituita in forma di Spa o Srl) che lo utilizza in noleggio o in leasing, é obbligato in solido al pagamento della multa, insieme all’autore della violazione.

Se la contravvenzione viene pagata dall’impresa, essa ha diritto di regresso sull’autore della violazione per essere rimborsata. Alcune aziende, effettuano una trattenuta di importo corrispondente dalla busta paga del dipendente, in modo da compensareil credito verso il lavoratore con l’obbligazione retributiva nei suoi confronti. Se il lavoratore ha agito nell’ambito delle sue mansioni, molti contratti collettivi di lavoro, prevedono però una limitazione della sua responsabilità per le violazioni commesse con veicoli aziendali.

Se l’infrazione stradale è grave? Se commessa con l’auto aziendale si rileva non solo da un punto di vista patrimoniale ma anche sotto un profilo disciplinare. Il licenziamento è la sanzione disciplinare massima e può essere adottato solo per gravi trasgressioni che danneggiano irrimediabilmente il vincolo fiduciario tra il dipendente ed il datore di lavoro, rendendo impossibile la continuazione del rapporto. Per il principio di proporzionalità tra i fatti addebitati e le sanzioni irrogabili, il licenziamento del dipendente per multa con auto aziendale può ritenersi ammesso solo quando la violazione consiste in un’infrazione particolarmente grave e pericolosa. Il presupposto essenziale del licenziamento per giusta causa.  Anche ai sensi del contratto collettivo nazionale di lavoro, una norma di Legge impone al Giudice di tenerne conto nel valutare le motivazioni poste alla base del licenziamento.

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